
24 novembre 2025
5 giugno 2025

Perugia, 5 giugno 2025 – Grande partecipazione e vivo interesse da parte del pubblico e degli studiosi per la presentazione ufficiale della nuova opera di Gian Domenico Cerrini, recentemente acquisita da Fondazione Perugia e presentata oggi a Palazzo Baldeschi. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi appassionati d’arte, rappresentanti delle istituzioni culturali, studiosi e cittadini, riuniti per scoprire da vicino la “Madonna col Bambino, un angelo e tre cherubini”, capolavoro inedito dell’artista seicentesco noto come il “Cavalier Perugino”.
A seguire, si è tenuto un convegno di approfondimento durante il quale sono intervenuti: Fabrizio Stazi direttore generale di Fondazione Perugia, Francesco Federico Mancini, professore e curatore della storica mostra monografica su Cerrini del 2005, e Adriano Amendola, docente e studioso dell’opera del pittore.
Fabrizio Stazi:
“Questa acquisizione è un atto di responsabilità culturale verso la comunità. Valorizzare la figura di Cerrini significa custodire e trasmettere un patrimonio che appartiene non solo alla nostra città, ma alla storia dell’arte italiana. Come Fondazione, continuiamo a investire in cultura con la consapevolezza che ogni opera è un ponte tra passato e futuro, tra memoria e identità.
Francesco Federico Mancini ha dichiarato:
“Questa Madonna col Bambino ci restituisce un Cerrini nella sua forma più alta, capace di fondere dolcezza e rigore compositivo. È un’opera che colpisce per la sua intensità affettiva, per la luce che modella le figure con delicatezza, e per l’equilibrio quasi musicale tra i personaggi. Un’acquisizione che rafforza il ruolo di Fondazione Perugia come punto di riferimento per la valorizzazione dell’artista.”
Adriano Amendola ha aggiunto:
“L’inserimento di quest’opera nella collezione della Fondazione rappresenta un momento fondamentale per gli studi su Cerrini. La tela, per qualità pittorica e profondità iconografica, si pone in dialogo con i grandi maestri del Seicento. Grazie a questa acquisizione possiamo proseguire con nuova energia il lavoro di rilettura critica di un artista che oggi appare sempre più centrale nel panorama del barocco italiano.”
