Pergamene che parlano: Governo e potere a Perugia nei secoli XIII-XV

Governo e potere a Perugia nei secoli XIII-XV

26 gennaio 2026 - 29 novembre 2026

Palazzo Lippi Alessandri, Corso Pietro Vannucci, 39
Perugia

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La Mostra
Fondazione Perugia presenta la mostra Pergamene che parlano: Governo e potere a Perugia nei secoli XIII-XV, in programma a Palazzo Lippi Alessandri dal 26 gennaio al 2 giugno 2026, prorogata fino al 29 novembre.

Dove

Palazzo Lippi Alessandri, Corso Pietro Vannucci, 39
Perugia

Ottieni indicazioni

Orari

Mar – Ven | 15.00 – 19.30 Sab – Dom | 10.30 – 19.30

Costo ingressi

Gratuito

Per approfondire

La mostra segna il ritorno in città di un patrimonio documentario di eccezionale importanza, ceduto dal Comune di Perugia nel 1853 e successivamente disperso in collezioni private e istituzioni internazionali. La Collezione Albertini, conservata fino al 2024 dai discendenti di Louis Albertini a Parigi, è stata acquisita dalla Fondazione Perugia (oltre 1700 pergamene) e restituita alla città, consentendo di ricomporre una parte essenziale della sua memoria istituzionale. Le pergamene esposte costituiscono le copertine originali dei registri utilizzati dai podestà e dai capitani del popolo, magistrati forestieri incaricati dell’amministrazione della giustizia tra XIII e XV secolo. Decorate da stemmi dipinti, esse permettono di identificare con precisione i funzionari, la loro provenienza e la loro autorità, trasformando strumenti amministrativi in potenti veicoli di comunicazione politica.


Il percorso espositivo, allestito negli ambienti di Palazzo Lippi Alessandri, accompagna il visitatore attraverso i momenti di maggiore splendore e di crisi della storia cittadina. Il Duecento emerge come un periodo di forte espansione urbana e di intensa attività politica ed economica, caratterizzato dallo sviluppo delle arti e dei mestieri e dalla costruzione di un sistema fiscale avanzato. Il Trecento e il Quattrocento segnano invece fasi di crisi demografica e pestilenze, ma anche la fioritura dello Studium Perugino e la realizzazione di grandi opere pubbliche che collocano Perugia in una rete culturale di respiro internazionale. In questo arco di tempo la città si trasforma progressivamente da crocevia europeo a spazio dominato da una nobiltà emergente, con profonde ricadute sull’assetto urbano e sulle relazioni sociali.


Accanto ai documenti, la mostra costruisce un dialogo serrato con le arti figurative, restituendo il contesto visivo e simbolico entro cui le pergamene furono prodotte e utilizzate. Sono esposte importanti opere provenienti dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, selezionate per la loro coerenza cronologica e per la capacità di raccontare la cultura artistica della città tra XIV e XV secolo. Tra queste figurano la Madonna dell’Umiltà con angeli di Guglielmo Veneziano, raffinata espressione della pittura trecentesca umbra, la Santa Dorotea di Andrea di Bartolo di Fredi, testimonianza della diffusione dei modelli senesi in ambito perugino, la Madonna della Misericordia e due oranti di Giovanni Boccati, che riflette la centralità della devozione civica nel Quattrocento, la Madonna col Bambino e san Giovannino di Giovanni di ser Giovanni detto lo Scheggia, legata alla cultura figurativa fiorentina e alla mobilità degli artisti nell’Italia centrale, La testa di angelo Agostino di Duccio, emblema dell’evoluzione del linguaggio plastico rinascimentale e del prestigio delle grandi committenze pubbliche. A queste opere si affiancano manufatti ceramici di Deruta provenienti dalle collezioni della Fondazione Perugia, che contribuiscono a restituire la dimensione materiale e quotidiana della città medievale e rinascimentale. Al centro della Sala Lippi è inoltre collocato il modellino Ottocentesco della Fontana Maggiore di Giuseppe Minottini, simbolo dell’identità civica e dell’organizzazione politica e urbana di Perugia. Per la prima volta esposte le monete “ripostiglio monetale da San Francesco al Prato Monete d’oro dei secoli XIV-XV.


Documenti come la Matricola dei Giuristi e le Matricole dell’Universitas scholarium dello Studium Perugino testimoniano lo stretto legame tra sapere giuridico, formazione universitaria e governo della città. Ampio spazio è riservato anche alle forme della scrittura notarile, dalla cancelleresca alla gotica libraria fino alla littera antiqua del Quattrocento, che rivelano il livello culturale dei notai e la loro capacità di esprimere autorevolezza attraverso la grafia e l’impaginazione. In questo contesto l’araldica assume un ruolo centrale: gli stemmi dipinti sulle pergamene non solo identificano i magistrati, ma funzionano come veri e propri codici visivi del potere, strumenti di legittimazione politica e chiavi fondamentali per la datazione e l’attribuzione dei documenti.


L’esposizione è arricchita da contributi multimediali che ampliano l’esperienza di visita, tra cui proiezioni ad alta risoluzione della Sala dei Notari, interviste agli studiosi coinvolti, un video dedicato al restauro delle pergamene e un dispositivo interattivo che illustra le fasi di digitalizzazione dei registri.


La mostra è accompagnata da un catalogo scientifico edito da Fabrizio Fabbri Editore con contributi dei componenti del comitato scientifico e ideatori del progetto espositivo: Giovanna Giubbini, Alberto Grohmann, Francesco Federico Mancini, Maria Grazia Nico Ottaviani, Ferdinando Treggiari, Massimiliano Bassetti, Filippo Orsini e Matteo Ferrari, Samuele Ranucci.



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